Cosa fare se il gatto graffia i mobili? Il metodo più usato per correggere il comportamento

Ti è mai capitato di entrare in salotto e trovare il divano “firmato” dal tuo gatto, come se avesse deciso di lasciare un messaggio proprio lì? Quando il gatto graffia i mobili sembra una provocazione, ma la verità è molto più semplice (e, se vogliamo, anche un po’ tenera): sta facendo il gatto. La buona notizia è che esiste un metodo molto usato e davvero efficace per correggere il comportamento, senza urlare e senza punizioni.

Prima di tutto: non è dispetto, è istinto

Il graffio non è un vizio “cattivo”, è un comportamento naturale. Di solito dietro ci sono quattro motivi principali:

  • Affilare e rinnovare le unghie, eliminando gli strati esterni
  • Fare stretching e sciogliere spalle e schiena (spesso dopo un sonnellino)
  • Marcare il territorio con odori e feromoni rilasciati dalle zampe
  • Scaricare stress o eccesso di energia

Se lo guardi così, cambia tutto: non devi “farlo smettere di graffiare”, devi spostare il graffio nel posto giusto.

Il metodo più usato: alternativa + premio (e un “no” calmo)

Il cuore della correzione è il rinforzo positivo: offrire un tiragraffi alternativo dove lui già vuole graffiare, e renderlo più interessante del mobile.

Funziona perché non vai contro l’istinto, lo indirizzi. E lo fai nel modo che i gatti capiscono meglio: associazione immediata tra azione corretta e ricompensa.

Come impostarlo in pratica (passo passo)

  1. Individua il “punto caldo”: qual è il mobile più colpito, e soprattutto dove si trova l’angolo preferito.
  2. Metti il tiragraffi lì vicino, davvero vicino, all’inizio anche a pochi centimetri. Se il gatto graffia un bracciolo, il tiragraffi deve “intercettare” quel passaggio.
  3. Rendilo irresistibile: puoi strofinarci sopra una maglietta vecchia con il tuo odore, oppure usare un pizzico di erba gatta (catnip) sul sisal.
  4. Premia subito quando lo usa: croccantini, carezze, voce morbida, pochi secondi dopo il graffio “giusto”. La tempestività è tutto.
  5. Se lo sorprendi sul mobile, un “no” fermo e calmo (senza gridare), poi lo accompagni al tiragraffi e appena lo usa, premio.

È un po’ come mettere un cartello luminoso davanti alla porta giusta, invece di chiudere tutte le altre.

Rendere i mobili meno invitanti (senza guerra in casa)

Mentre insegni la nuova abitudine, conviene togliere “appeal” al mobile preferito. L’obiettivo non è spaventarlo, ma far sì che quella superficie perda fascino.

Ecco le soluzioni più usate:

  • Nastro biadesivo sulle zone graffiate (molti gatti odiano la sensazione appiccicosa)
  • Fogli di alluminio o teli protettivi temporanei
  • Spray repellenti atossici (specifici per gatti)
  • Pulizia con acqua e sapone delle aree graffiate, per ridurre gli odori che lo richiamano

Un dettaglio che spesso fa la differenza: se il tiragraffi è vicino ma il mobile “profuma di graffio”, lui continuerà a preferire il mobile. Pulire aiuta a resettare la tentazione.

Unghie, gioco e stress: i tre alleati silenziosi

A volte il graffio aumenta perché l’energia non trova uscita, o perché c’è tensione nell’ambiente.

Prova a lavorare anche su questi punti:

  • Taglio regolare delle unghie (poco e spesso, se sei pratico, altrimenti con il supporto di un professionista)
  • Sessioni di gioco brevi e frequenti, soprattutto prima dei momenti in cui noti più graffi
  • Supporti per la calma, come diffusori o spray di feromoni sintetici (alcuni prodotti, come Feliway Classic, vengono usati sull’ambiente o sui mobili, non sul tiragraffi)

Quando lo stress scende, anche il bisogno di “sfogarsi” sul divano spesso cala da solo.

Se continua: quando preoccuparsi (e cosa fare)

Se dopo qualche settimana di costanza il comportamento non migliora, oppure se noti nervosismo, marcature urinarie, aggressività o cambiamenti improvvisi, vale la pena:

  • limitare temporaneamente l’accesso a certe stanze o proteggere i mobili più delicati
  • parlare con un veterinario (o un esperto in comportamento felino) per escludere stress importante o problemi di salute

Il punto chiave, però, resta uno: il gatto continuerà a graffiare. La soluzione non è impedirlo, è insegnargli con pazienza che il posto migliore, comodo e “premiante” è il suo tiragraffi. Consistenza oggi, mobili salvi domani.

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